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giovedì 22 giugno 2017 ..:: la santa ::..   Login

Ma chi era dunque la Santa che ha dato nome al nostro quartiere?

 Principessa, mistica, pellegrina, visionaria …come è stata più volte definita, ma anche ardente riformatrice morale della chiesa e delle corti, è vissuta nel XIV secolo (dal 1303 al 1373), dapprima in Svezia, sua patria, poi a Roma dove è morta.

 E Genova che cosa c’entra? ci si può chiedere.

Intanto abbiamo visto che le monache fondatrici del convento che ci interessa ne erano molto devote. E questa devozione derivava anche dal fatto che a Genova Brigida si era fermata per oltre un mese, in attesa di potersi imbarcare alla volta di Roma. Che su Genova abbia fatto una profezia poco rassicurante -  ma per fortuna non  ancora avverata – è probabilmente solo una leggenda. Guardando, certo con ammirazione, la nostra città dall’alto delle colline, avrebbe detto che di quello splendore ben presto sarebbero rimaste solo le rovine. Forse voleva solo rimproverarle quell’attributo di Superba, di cui allora Genova andava fiera.

 Brigida era dunque anche profetessa. Ma cerchiamo di conoscerla un po’ meglio.

 

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Nata appunto nella famiglia reale svedese, che da tempo aveva accolto la parola del Vangelo, Brigida era cresciuta nella fede e aveva ricevuto una solida cultura spirituale. Era andata sposa giovanissima ed era madre di ben otto figli. La sua vita quindi è ricca di esperienze, svolgendosi fra gli impegni di corte e la vita familiare, ma senza tralasciare mai la pratica devozionale e l’ascesi mistica.

 Fin da bambina infatti, Brigida aveva avuto un personale diretto contatto con il soprannaturale; le apparivano la Madonna, Gesù Crocifisso e gli Angeli: le parlavano, la ascoltavano, le rispondevano.

Forte di questi incontri, Brigida sentiva di poter ammonire i potenti, trasmettendo loro la volontà divina. Di qui nasceva anche il dono della profezia, che veniva spesso confermato dai fatti. Per svolgere quella che sentiva come la missione affidatale da Dio stesso, Brigida scriveva lettere a re e principi, imperatori e pontefici.

Aveva compiuto il classico pellegrinaggio a Santiago di Compostela insieme al marito, anch’egli molto devoto, nel 1341; tre anni dopo rimane vedova e qui la sua vita cambia.

Divide la sua grande ricchezza tra i figli e i poveri del suo paese, tiene per sé appena quel che le consente di affrontare il viaggio e si mette in cammino per Roma. E’ un altro pellegrinaggio, questa volta alla Città Santa. Brigida ha ormai quarant’anni, percorre a piedi, o a dorso di mulo, tutta l’Europa per imbarcarsi a Genova. E qui è costretta a fermarsi per oltre un mese, prima di poter prendere il mare, a causa di una malattia che avrebbe colpito il proprio confessore. Viene ospitata presso l’Abazia di San Gerolamo di Quarto, ove si conserva ancora il Crocifisso davanti al quale Brigida ha pregato durante questo suo soggiorno.

La nostra Santa, è giunta a Genova preceduta ormai da grande notorietà: ha già fatto molto per convincere il Pontefice a riportare la sede papale da Avignone a Roma e per un certo tempo la cosa sembra realizzata. Ha già operato miracoli, pubblicato lettere e scritti, fondato il suo Ordine. La Regola glie la hanno dettata gli Angeli in persona, occorre solo che il Papa la approvi. Per ispirazione divina sa di poter incontrare il Pontefice a Roma per sottoporgliela. Viene ospitata dallo stesso Pontefice Clemente VI e poi da una nobile famiglia romana, presso la quale si stabilisce. La grande Chiesa di Santa Brigida in Piazza Farnese, l’antico Campo dei Fiori, conserva ancor oggi memoria della sua permanenza

La rigorosa volontà riformatrice e morale di Brigida la porterà nel frattempo alla corte di Napoli, mentre il suo animo di eterna viaggiatrice e pellegrina la sprona ad affrontare continui spostamenti per visitare i più celebri luoghi della devozione cristiana in Italia, dall’Umbria al Gargano. 

Brigida non può tuttavia rinunciare al più importante dei pellegrinaggi, quello in Terra Santa. A Betlemme ha un visione del tutto particolare: stando alle sue parole, può assistere alla nascita di Gesù, come era avvenuta nella realtà e non come veniva di solito rappresentata nel Medio Evo. Questa sua visione, dicono gli studiosi di arte sacra, ha influito non poco sulla successiva iconografia della Natività.

 Al suo rientro a Roma Brigida è molto provata e sofferente. Muore qualche mese dopo, lasciando - ultima profezia - la descrizione di quella che sarebbe stata la sede del Papato: in pratica traccia i confini dello Stato Vaticano, quale risulterà dopo il Concordato del 1929.

 I suoi figli (due la avevano raggiunta a Roma) vollero trasferirne le spoglie in Svezia, dove fu sepolta nel convento fondato dalla Santa stessa nel castello di Vadstena donatole a questo scopo dal monarca svedese.

La sua popolarità era ormai immensa: principessa, corrispondente di papi e re, veggente, scrittrice, cosmopolita, benefattrice di derelitti, consigliera di religiosi, ci ha lasciato otto volumi, “Le Rivelazioni”,  in cui ella stessa raccoglie – di suo pugno o dettando al suo confessore e segretario – il contenuto delle sue visioni, trascrive le  lettere inviate ai potenti, pubblica la “Regola del Santissimo Salvatore” e il “Sermo Angelicus”, ventuno letture o preghiere da farsi durante il mattutino.

 Proclamata Santa nel 1371, otto anni appena dopo la sua morte,  divenuta subito Patrona di Svezia, Giovanni Paolo II, proprio per la sua vita così intensa divisa tra la famiglia e l’ardore della fede, nel 1999 l’ha voluta Compatrona d’Europa insieme a Santa Caterina da Siena e a Santa Teresa Benedetta della Croce

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